Analisi semiotico/testuale
Spot Peroni Nastro Azzurro
Premessa:
Lanciata nel 1963 come birra di alta qualità del gruppo Peroni, Nastro Azzurro è oggi la birra premium italiana più bevuta nel mondo. Nastro Azzurro fu così battezzata in omaggio al transatlantico Rex, vincitore nel 1933 della Blue Ribbon (che appunto significa nastro azzurro), il trofeo assegnato all’imbarcazione che riesce ad attraversare l’Atlantico da Gibilterra a New York nel minor tempo.
Peroni Nastro Azzurro è oggi uno dei marchi più noti del Gruppo Peroni, legato ad un target giovane. Ha tra l’altro legato il suo nome a personaggi sportivi di successo quali Valentino Rossi, Patrick Holzer e altri componenti della squadra italiana di sci alpino, ad eventi sportivi come prestigiosi tornei di Golf e importanti regate veliche Nazionali.
Peroni Nastro Azzurro ha ottenuto anche un riconoscimento ufficiale prestigioso come il 35° Key Award della comunicazione per lo spot Mike NY, quello in cui un ragazzo di colore trasforma in taxi una Fiat 500 dotata di frigobar, la riempie di Nastro Azzurro e ne fa il mezzo di trasporto preferito dai vip della Grande Mela, tra cui non può mancare Valentino Rossi.
Attualmente la birra Peroni Nastro Azzurro ha cambiato il modo di porsi, che va oltre l’immaginario sportivo e mediterraneo: dagli orizzonti del mare e della vela a un altro territorio dell’eccellenza italiana, il mondo del design.
Infatti, lo spot da noi analizzato vede la Peroni Nastro Azzurro in grado di condurci in un viaggio, un viaggio nel tempo e nel mondo del design italiano.
Un nastro azzurro che si srotola dal corpo di una ragazza ci conduce attraverso le immagini di alcuni tra i più importanti oggetti del design italiano, diventati quasi “cult” o comunque marchi storici del made in Italy.
NOME DELLO SPOT: Birra Peroni Nastro Azzurro (Blue Ribbon)
Alcuni dati tecnici sullo spot:
Regia: Ian Cassie
Agenzia/Casa di produzione: The Bank
Location: Cape Town
Musica: è la celebre aria “Ebben, ne andrò lontana” tratta dall’opera The Wally di Alfredo Catalani (1892)
La modella: Hannah Ware
Durata dello spot: 30 secondi, suddivisi in 24 inquadrature, di circa 1-2 secondi ognuna, raggruppabili in 9 sequenze (o scene).
Breve riassunto del contenuto dello spot: Attore non antropomorfo, il nastro azzurro (scritto in minuscolo e corsivo ogni volta che ci riferiamo al nastro vero e proprio, protagonista dello spot, e non al marchio) si svolge dal corpo della ragazza, che sta svolgendo un servizio fotografico, per condurci “attraverso” una serie di oggetti (nel senso letterale del termine, visto che li “attraverserà” in senso fisico) appartenenti al design italiano, e cioè la lampada Arco floor disegnata dai fratelli Castiglioni nel 1962, la Vespa Piaggio, una Alfa Romeo Spider e la macchina per la pasta di Marcato. Dopo averci mostrato il primo di questi oggetti, cioè una serie di lampade Arco floor, il nastro azzurro “esploderà” sullo schermo in una macchia di liquido azzurro, che inonderà un giovane uomo, probabilmente anche lui un modello.
Il nastro, dopo aver percorso anche gli altri oggetti “cult”, terminerà quindi la sua corsa sul capo e sul volto della modella, e infine sulla bottiglia stessa di Peroni Nastro Azzurro, mentre il claim finale reciterà “Peroni Nastro Azzurro. Italy”.
Descrizione delle sequenze:
I sequenza (7 inquadrature): un primissimo piano di una anonima bottiglia (cioè senza alcuna etichetta) lascia il posto alla silouette del corpo di una donna, vestita di azzurro. In un piano ravvicinato si vede la donna ruotare verso di noi. La donna sembra guardare la macchina da presa, ma in realtà sta guardando il fotografo che fa le foto. Intanto in sottofondo si sente il brano di un’opera lirica cantata da un soprano. Viene poi mostrato tutto il corpo della ragazza, che scopriamo essere vestita da un tubino azzurro, e che continua a ruotare, come su un perno. Il braccio che si muove verso la testa, così come gli scatti di una macchina fotografica e la voce over (cioè fuori campo) di un fotografo che pronuncia le parole “Perfetto. Sorridi. Fantastico!”, indicano che la ragazza sta posando per un servizio fotografico. È quindi una modella. In un primo piano la ragazza volge il viso verso il basso, come a guardare l’orlo del suo vestito. La bocca si schiude leggermente, ad indicare un’espressione di leggera sorpresa. Nell’inquadratura successiva, vengono mostrate le gambe della ragazza, sempre mentre ruota. Si scopre che il suo vestito è fatto tutto di una “fettuccia”, cioè un nastro appunto, di stoffa azzurra, che, per effetto della rotazione del corpo della ragazza, si comincia a svolgere. Un piano ravvicinato del volto della ragazza ce la mostra mentre si volta alla sua destra e ride verso qualcuno, probabilmente per effetto dello svolgimento del suo vestito. Intanto la modella continua a ruotare e quindi il nastro a svolgersi.
II sequenza (1 inquadratura): Il nastro azzurro (diventato ora il soggetto delle riprese), si va ad incollare sulla bottiglia di birra, che ruota, evidenziando la scritta “birra superiore”, presente sulla parte in basso sul davanti della bottiglia.
III sequenza (1 inquadratura): il nastro continua la sua corsa e passa attraverso alcuni oggetti (sono i marchi storici del made in Italy). Il primo, in questa scena, è una serie di lampade. Si tratta della lampada Arco floor disegnata dai fratelli Castiglioni nel 1962. Ogni lampada si accende quando è attraversata dal nastro azzurro ed immediatamente sprigiona il colore blu. L’effetto visivo è molto forte.
IV sequenza (5 inquadrature): la scena di mostra il dettaglio di un giovane uomo vestito in maniera piuttosto elegante, il quale sta indossando un paio di occhiali da sole. Si sente anche qui lo scatto della macchina fotografica. Mentre l’uomo finisce di indossare gli occhiali, guarda verso la macchina da presa. Sentiamo in sottofondo un altro scatto di macchina fotografica. Intanto, da dietro/sinistra (rispetto a noi che vediamo) arriva il nastro, che continua la sua corsa, e si va ad infrangere sul nostro schermo esplodendo in una grossa chiazza azzurra. L’esplosione coincide con un acuto della soprano che canta il brano di sottofondo. Nell’inquadratura successiva, un piano americano, l’uomo, di profilo, è pronto a braccia aperte per accogliere l’esplosione di liquido azzurro che sta arrivando. Si trova vicino ad una Vespa Piaggio. L’inquadratura seguente mostra il primo piano dell’uomo il cui viso viene inondato dal liquido azzurro. In un piano americano dell’uomo, sempre nella stessa posizione a braccia aperte, gli ultimi sprazzi di liquido azzurro finiscono di scendere, mentre appare di nuovo il nastro, che passa accanto all’uomo (sembra quasi attraversarlo) e passa oltre, a destra del nostro schermo.
V sequenza (1 inquadratura): un primissimo piano mostra una bottiglia di birra Peroni Nastro Azzurro. Dietro di essa se ne vedono altre due. Il nastro azzurro arriva da sinistra (cioè dalla scena precedente), e si incolla alla bottiglia, evidenziando la scritta “birra italiana”.
VI sequenza: (1 inquadratura): il nastro continua la sua corsa, arrivando ancora da sinistra, e penetra la fiancata di una Alfa Romeo Spider, in parte accumulandosi sulla fiancata e cadendo in forma di liquido azzurro in terra, in parte uscendo, più piccolo, dal radiatore sul davanti dell’automobile. Il nastro continua a correre uscendo alla destra del nostro schermo.
VII sequenza: (2 inquadrature): il nastro azzurro, sempre apparendo alla nostra sinistra, va a colpire la macchina per la pasta di Marcato e si accumula in forma di nastro sul fianco della macchina, mentre da davanti alla macchina per la pasta fuoriescono rigagnoli di liquido azzurro. Nello stesso momento, anche se non attraversate dal nastro azzurro, anche le altre tre macchine per pasta presenti dietro alla prima emettono liquido azzurro.
VIII sequenza (4 inquadrature): primo piano della modella. Sulla sinistra arriva il nastro, che le si accumula sulla tempia sinistra. La modella, di conseguenza, sbatte gli occhi. Sempre in primo piano, vediamo il volto della modella ripresa di profilo, mentre tre rigagnoli di liquido azzurro le scendono dalla testa sulla tempia. Lo sguardo della modella è rivolto a sinistra del nostro schermo. Un ulteriore dettaglio mostra l’occhio della modella sul quale cade una goccia di liquido azzurro. In sottofondo, la musica sta per terminare. La modella pronuncia la parola “Peroni”, in tono sommesso.
IX sequenza (2 inquadrature): ultime note del brano musicale. In un dettaglio della bottiglia di birra Peroni Nastro Azzurro, il nastro sottolinea di nuovo le parole “birra superiore”. Una voce di donna fuori campo dice “Peroni Nastro Azzurro”, sempre col tono di voce sommesso e suadente, ma quasi timido. L’ultima inquadratura mostra il nastro, sempre proveniente da sinistra, che finisce la sua corsa sul lato sinistra della bottiglia di birra Peroni, presa per la prima volta per intero. Sullo sfondo a destra la bottiglia Peroni Nastro Azzurro, a sinistra la scritta “Peroni”. La voce fuori campo della donna dice “Italy”.
Analisi
Il formato dello spot è ascrivibile alla tradizione pubblicitaria sia per la sua durata (i 30 secondi sono la lunghezza media dello spot televisivo, mentre i 60 secondi sono ormai rari ed utilizzati soprattutto per le proiezioni cinematografiche, ed i 15 secondi, sebbene in rapida diffusione, sono ancora poco frequenti), sia per numero di inquadrature. Le 24 inquadrature sono ovviamente piuttosto brevi, quasi tutte al di sotto dei due secondi ed in un solo caso viene superata tale durata, quando si presentano il packshot e il claim della campagna.
Ruolo della musica e della parte verbale: può sembrare strano iniziare l’analisi considerando le parti sonore del testo, in un tipo di comunicazione che è soprattutto visiva, ma vedremo come, in alcuni tipi di spot, la musica risulti invece parte fondamentale della comunicazione, e non ricopra solo un ruolo secondario o di accompagnamento.
Nello spot qui analizzato, il brano del soprano segue lo svolgimento del nastro in un crescendo che culmina con la scena del nastro azzurro che esplode sullo schermo e inonda l’uomo, evento sottolineato da un colpo di piatti, continua mentre il nastro mostra gli altri oggetti del made in Italy e termina gradatamente mentre la donna parla (c’è a questo punto una sottolineatura musicale, un arpeggio che sottolinea la goccia di liquido azzurro che cade dalle ciglia della modella) e nella scena finale il nastro finisce la sua corsa sulla bottiglia di birra, mentre la voce over pronuncia le ultime parole.
Un’altra importante sottolineatura musicale è data dalla goccia azzurra che cade dalle ciglia della ragazza e che corrisponde musicalmente ad un tappeto di violini. Ciò crea una tensione, uno stato di attesa e la caduta della goccia è accompagnata da (sottolineata) una nota bassa di trombone che, sfumando, conduce al termine del brano musicale, e quindi dello spot.
Da notare che il brano musicale rappresenta una vera e propria cesura all’interno dello spot. Quando infatti il nastro azzurro evidenzia per la seconda volta la scritta sulla bottiglia di birra, dopo l’esplosione del nastro sullo schermo, ciò coincide con uno stacco musicale, proprio mentre viene evidenziato il nome del prodotto. In pratica, possiamo dividere lo spot in due parti: la prima inizia con la modella e il nastro che comincia la sua corsa, mentre la musica in un crescendo ci conduce verso l’esplosione del nastro azzurro sullo schermo. Dopo l’esplosione del nastro e dopo che l’uomo è stato inondato dall’azzurro (che poi è la sequenza più lunga tra quelle che ci mostrano gli oggetti di design, rappresentando in tal modo il culmine, il momento centrale dello spot), si ha questo stacco musicale (visivamente coincidente con il nastro che passa sulla scritta “birra italiana originale”), dopo il quale la musica mantiene ancora per un po’ il suo plateau (quando vengono mostrati gli altri oggetti, cioè l’Alfa Romeo e la macchina per la pasta), per poi andare a terminare con le ultime note.
Un’ultima considerazione sulla musica riguarda la parte cantata, cioè la voce del soprano, la quale termina quando la goccia di liquido azzurro cade dall’occhio della ragazza, subito prima che la ragazza pronunci la parola “Peroni”. In pratica ciò crea una doppia sottolineatura di questo momento. Una è data dal tappeto di violini, l’altra dal silenzio della voce del soprano. I silenzi, nella musica, hanno la stessa rilevanza di alcuni accenti, se non superiore. Nelle inquadrature successive ci saranno solo le ultime note musicali del brano, senza voce. In pratica, è come se la voce del soprano lasciasse il campo alla ragazza che parla e al pay off finale.
Quanto sopra detto ci evidenzia come la musica oggi nella pubblicità sia un elemento essenziale per la costruzione di una comunicazione meno esplicita, meno basata sulla fissazione mnemonica e più sulla capacità di attrarre e sedurre tramite un’atmosfera. Un’atmosfera che deve molto anche ad effetti di ritmo creati ad arte tra gli elementi visivi e quelli sonori (musicali e vocali). D’altronde, cioè è confermato dalla scarsità di parlato nello spot che stiamo analizzando, perché in pratica le parti verbali nello spot, quelle in campo e fuori campo relative alla birra, sono presenti solo nelle inquadrature 22-24, al termine dello spot. Questa modalità di utilizzo del verbale, cioè di concentrarlo nella parte finale dello spot, è proprio degli spot che puntano più sull’esperienza estetica che sul contenuto razionale/verbale, dove qualcuno si incarica invece di descrivere pregi e convenienza del prodotto pubblicizzato, o dove comunque c’è una storia narrata. È come se lo spettatore, coinvolto in un’esperienza estetica, breve ma intensa, debba essere “risvegliato” perché si concentri definitivamente sul prodotto e sulla marca, ricordandogli la concretezza dell’oggetto che deve desiderare, che ha un nome e un marchio.
Effetti cromatici: gli unici colori presenti nel filmato sono il verde della bottiglia di Birra Peroni e l’azzurro (vestito della modella, nastro, macchie). A parte il trucco e il colore degli occhi della modella, il resto (sfondo, uomo, persino gli altri oggetti del made in Italy rappresentati) è tutto nelle tonalità grigio-nero-bianco, molto sfumati. Ovviamente ciò mette in risalto il verde della bottiglia e l’azzurro del nastro.
Quindi, il grigio appartiene agli altri oggetti. Di questi oggetti si sa che attualmente non sono più in uso (o quasi, ma comunque passati di moda), o più in produzione. Appartengono al passato. L’unico oggetto mostrato a colori è la Birra Peroni Nastro Azzurro.
Elevata allo stesso rango posseduto da oggetti del design italiano, la Birra Peroni Nastro Azzurro proviene anch’essa dal passato, ma non è morta come gli altri oggetti, perché ancora in uso (le macchine per la pasta sembrano formare addirittura un “cimitero” degli oggetti). La Nastro Azzurro è ancora prodotta, usata, quindi desiderata. È ancora oggetto “vivo”. Ed essendo vivo, dà anch’esso la vita agli altri oggetti che attraversa. Ridà vita col colore, e dà vita ad esempio alle lampade che si illuminano al passaggio del nastro azzurro, vero e proprio simulacro della Birra Peroni qui pubblicizzata.
Anche la scena con l’uomo è significativa del rapporto tra la Peroni Nastro Azzurro e gli altri oggetti. Non solo la Peroni si pone allo stesso livello degli altri oggetti cult del design italiano, ma li supera, o comunque si pone ad un livello più alto. Infatti l’uomo, accanto alla Vespa, la ignorerà e si preparerà invece a ricevere il nastro azzurro.
Movimenti degli oggetti/persone e movimenti di macchina:
All’inizio della spot abbiamo un movimento laterale della bottiglia, anonima, che lascia il posto ai fianchi della donna. È quella che si chiama una rima eidetica, cioè una corrispondenza di forme.
In ogni caso, tutto lo spot è pervaso dal movimento. Movimento anzitutto del nastro che si muove percorrendo, dalla nostra sinistra alla nostra destra, gli spazi delle scene che compongono il filmato. E poi, movimento degli oggetti e dei soggetti che compongono lo spot: della donna e della birra che ruotano, degli oggetti di design che sembrano avvicinarsi, della parte finale dello spot, in cui il volto della modella si avvicina sempre più, fino a mostrare solo un dettaglio, cioè l’occhio. Il movimento è assente solo in tre momenti: quando il nastro evidenzia la bottiglia per la seconda volta, mostrando le parole “birra italiana originale”, quando la modella pronuncia la parola “Peroni” e quando, nell’inquadratura finale, il nastro finisce la sua corsa sulla bottiglia. Queste pause del movimento danno modo a chi vede di soffermarsi sul prodotto.
Ma il tutto dà una forte idea di movimento, anche se lento, sia in senso orizzontale, più superficiale (il percorso del nastro da sinistra a destra), sia rotativo (la bottiglia e la modella) sia in senso profondo, dal fondo verso la superficie (movimenti degli oggetti e della modella che si avvicinano).
L’uomo e la ragazza: il simulacro dell’enunciatario e l’oggetto del suo desiderio
Prima di procedere con l’analisi delle due figure antropomorfe presenti all’interno del filmato, cioè della ragazza e dell’uomo, sarà utile dare qualche spiegazione su cosa si intenda per enunciazione e quali sono le principali figure dell’enunciazione in campo semiotico.
Ogni tipo di testo (scritto, visivo e audiovisivo) ha una sua autonomia ed indipendenza dall’istanza che l’ha creato, così come dall’ipotetico lettore, che lo può interpretare e recepire in modi diversi. C’è, ogni volta che si produce un testo (anche una semplice lettera ad un amico) un processo di “oggettivazione” (di débrayage) che “distacca” il testo dall’enunciatore empirico così come, dall’altra parte, dall’enunciatario empirico. Ma nei testi stessi si possono individuare tracce dell’enunciatore e dell’enunciatario (tracce prodotte da un processo di embrayage) tali per cui si costituiscono simulacri dell’enunciazione, come potrebbero essere, per quanto riguarda l’enunciatore, l’utilizzo della prima persona singolare “io” nei testi narrativi, oppure dell’autoritratto nelle arti figurative, la firma oppure la marca presente su un prodotto (o sulla sua pubblicità). Dall’altra parte anche l’enunciatario può essere rappresentato in vari modi: l’utilizzo del “tu” e l’interpellazione dei lettori nei testi narrativi, oppure guardare in macchina nei testi visivi, potente circuito semiotico dello sguardo.
L’emittente empirico è la corporation vera e propria, che effettivamente costruisce e mette in circolazione il prodotto, la quale proietta nell’oggetto e nella comunicazione che lo riguarda un “emittente delegato”, coincidente con la marca, cui attribuisce determinate caratteristiche. Alla costruzione di una marca come “emittente delegato” corrisponde l’individuazione di un destinatario delegato come target, che può o meno coincidere con il destinatario empirico (il consumatore) che acquista il prodotto.
Va aggiunto poi che in pubblicità la rappresentazione dell’enunciatore è fortemente ridondante: trademark, logotipo, packshot e tutti quei segni codificati come correlativi della marca, come i jingle, creano una ridondanza enunciativa atta a rimanere impressa nello spettatore.
Nello spot qui considerato, abbiamo pertanto delle figure dell’enunciazione che sono quelle classiche che si possono trovare in pubblicità: la bottiglia di Birra Peroni Nastro Azzurro, per esempio, con il suo marchio, packshot, ecc. Ma questo spot punta tutto proprio su un gioco enunciativo, e il testo ce lo dice proprio all’inizio: la bottiglia di birra (anche se per ora anonima), lascia il posto alla modella, e la “delega”, per così dire, con il nastro che partirà, a sua insaputa, dal suo vestito, per mostrarci quello che ci deve mostrare.
Inoltre abbiamo degli altri indizi sul fatto che la ragazza non stia lì principalmente come modella: ad esempio, ad un certo punto la voce off del fotografo intima alla ragazza di sorridere. Non solo, ma prosegue dicendo “fantastico!”, come se la ragazza avesse ubbidito al suggerimento del fotografo ed avesse in effetti sorriso. In realtà, la ragazza non sta sorridendo. Lo farà solo due inquadrature successive, dopo che avrà visto il suo vestito che inizia a srotolarsi. E non sembra sorridere al fotografo, o comunque non sorride verso il fotografo (che dovrebbe starle di fronte, visto che inizialmente la modella guarda proprio là, cioè verso il luogo della macchina da presa). La modella sorride verso la sua dx (la sx per noi che osserviamo). Come ad indicare che la scena non è quella che noi immaginiamo. Inoltre sorride proprio là dove prima c’era la bottiglia di birra, la quale ha lasciato per così dire il posto alla modella, e l’ha designata come enunciatore, possiamo dire, di secondo livello. Ma la ragazza è inconsapevole di questo. Da qui nasce il suo sorriso divertito e malizioso, ancor prima, la sua espressione un po’ sorpresa (quando guarda verso il basso). Divertito perché ciò avviene a sua insaputa, malizioso perché la modella sa che il fatto che il nastro si sta srotolando inesorabilmente (la rotazione della ragazza avviene senza nessuna volontà da parte sua, ed è quindi un movimento involontario sul quale non può intervenire), la lascerà nuda. Magistralmente e in maniera molto sofisticata questo spot, pur non mostrando ragazze provocanti in posè osè, sguardi lascivi o che pronunciano frasi in tono sexy, fa leva, se non sul sesso, quantomeno sulla sensualità. Alla fine dello spot il nastro finisce la sua corsa, ergo, la modella è rimasta nuda. Anche se ciò non ci verrà mai mostrato. Desiderio rimasto insoddisfatto. La modella riappare, ma ne viene fatto vedere solo il viso. Il resto sta alla mostra immaginazione.
Tornando alle istanze enunciative, la ragazza, simulacro dell’enunciazione, riapparirà solo alla fine dello spot, questa volta alla nostra dx, e il nastro terminerà la corsa, ancor prima che sulla bottiglia di Peroni Nastro Azzurro, proprio su di lei, che si è fatta carico di rappresentare l’enunciatore “Birra Peroni Nastro Azzurro”. Iniziata la corsa dal “basso” della ragazza (le gambe), terminerà sull’”alto” della stessa, cioè la sua testa.
Passiamo ora a considerare l’altra figura antropomorfa presente nello spot, cioè l’uomo. Di esso vediamo all’inizio solo il volto, si sta mettendo gli occhiali, la mano in tasca in atteggiamento di posa, sentiamo gli scatti fotografici. Anche qui abbiamo l’illusione di trovarci di fronte ad una scena in cui un fotomodello posa in uno studio davanti ad un fotografo. Uno studio in effetti ci appare tutto l’ambiente in cui si svolge lo spot, a cominciare dalla ragazza che posa, perché lo sfondo è impersonale, grigio, senza oggetti, così come succede a volte negli studi.
Ma l’uomo, ad un certo punto, mentre indossa gli occhiali, guarda verso la macchina, cioè verso di noi. È uno sguardo di interpellazione, quello che nella teoria dell’enunciazione viene chiamato embrayage dell’enunciatario. L’enunciatario, simulacro testuale del destinatario empirico (cioè noi che guardiamo lo spot), è rappresentato dall’uomo. E questo crea un forte effetto di coinvolgimento.
Da dietro sta per arrivare il nastro, che, passando alla destra dell’uomo (a sinistra per noi), esploderà poi sullo schermo, quindi verso di noi, come se ci riversasse addosso. È come se l’uomo volesse coinvolgerci e ci avvisasse, in un certo senso, di ciò che sta per accadere, o meglio, di ciò di cui stiamo per fare esperienza. L’esplosione è diretta a noi, ma siccome noi non possiamo essere fisicamente coinvolti dalla nuvola di liquido azzurro, sarà l’uomo, rappresentante dell’enunciatario, a farne esperienza per noi. L’uomo prima ci guarda (interpellazione e coinvolgimento), e poi si volta verso la direzione dalla quale arriva l’esplosione, per ricevere la quale l’uomo è preparato (ha addirittura indossato gli occhiali e lo aspetta a braccia aperte). Lo attende e nel riceverlo, esaudisce il suo desiderio. Se ciò ancora non ci convince, possiamo notare come l’uomo sia preparato a cosa sta per accadere. Infatti non è sorpreso, non mostra alcun disagio o emozione. Si fa trovare pronto a ricevere l’esplosione azzurra, al contrario della modella, che è del tutto inconsapevole di ciò che sta per accadere, cioè del fatto che il suo vestito si sta per svolgere e la cui espressione di sorpresa la inquadra come soggetto investito dal Destinante (la birra Nastro Azzurro) del compito di “mostrare”, da una parte (il nastro ci condurrà attraverso le immagini degli oggetti “cult”), e di “inondare” l’uomo con il gusto della Peroni Nastro Azzurro.
La ragazza e l’uomo, nel filmato, non si incontreranno mai ma, attraverso il nastro, le loro figure e i loro ruoli all’interno del testo sono strettamente correlate.
Il punto di forza dello spot Peroni Nastro Azzurro è senz’altro il fatto che lo spettatore viene coinvolto in un’esperienza estetica, breve ma intensa. La musica in crescendo, il ritmo, l’uso dei colori, tutto contribuisce a dare un senso di bellezza e di coinvolgimento passionale.
In più, la presenza dell’uomo, con il suo sguardo e il suo farsi simulacro dell’enunciatario, può innescare un effetto di forte coinvolgimento dello spettatore.
La Peroni Nastro Azzurro viene rappresentata come oggetto di design, alla stregua di altri oggetti cult. Ma, a differenza di questi altri, la Nastro Azzurro sopravvive ai tempi. Non c’è una grande presenza di testo verbale, né parlato né scritto, perché l’intento dello spot non è quello di mostrare i pregi e le caratteristiche del prodotto, ma quello di fidelizzare il consumatore ad un marchio che è già conosciuto, e che vuole essere ulteriormente investito del valore “prestigio”.
Il trasferimento dei valori dello spot sui valori del prodotto avviene sul piano estesico ed è significativo che il parlato venga quasi del tutto eliminato in favore della musica, alla quale viene delegato ogni commento, ovvero la funzione di risemantizzare le immagini. Una tendenza questa, che attualmente possiamo definire senza dubbio come dominante in campo pubblicitario.
In ultimo, lo spot è pensato anche per il mercato estero, e le caratteristiche di /italianità/ sono rappresentate all’interno del testo dalla ragazza bruna (quando storicamente, negli altri spot della Peroni, le donne rappresentate all’interno degli spot sono sempre state bionde), oltre che dall’uomo bruno ed elegante, dagli oggetti del design italiano ovviamente e dalla musica di sottofondo, che è un’opera.